Carla Bruni, Divin Diavolo

Divin Diavolo. Nulla di te spontaneo a partire dalla tua spettacolare spontaneità.
Pensieri sparsi sulle scelte di comunicazione di Carla Bruni ospite di ‘Belve’.

Nulla di te spontaneo a partire dalla tua spettacolare spontaneità.

Riflessioni sparse sulle scelte di comunicazione di Carla Bruni ospite di ‘Belve’.

Difficile esprimere una preferenza tra quelle icone del fashion system, celebrate dai più famosi fotografi e couturier internazionali e che reciprocamente hanno scritto le più affascinanti pagine ‘patinate’ della storia della moda!

Lei Carla Bruni, bellissimo algido angelo, era tra queste!

Folta chioma castana-biondo cenere in contrasto con la pelle candida e lucente, fisico esile, slanciato, statuario, un po’ androgino ma dall’ondeggiante silhouette, elegante, aggraziata e felina. Occhi blu e sorriso ammaliante, al contempo algida e fatale … erano gli ingredienti perfetti per paralizzare chiunque la contemplasse!

1992 – Carla Bruni per Claude Montana

L’ho seguita con interesse e rinnovata ammirazione nell’ultima sua intervista a “Belve”. Pochi tengono a bada l’acuta e perversa perfidia della conduttrice che sa dare in pasto agli ascoltatori rivoli di sangue accuratamente procurati dagli emblematici artigli della pantera nera, logo della trasmissione, ed incisi sulle carni emotive degli ospiti più sprovveduti. Carla, tutt’altro che tale, invece l’ha sedotta e dominata!

Carla Bruni, Divin Diavolo! Nulla di te spontaneo a partire dalla tua spettacolare spontaneità.

Maestra dell’inganno nell’impiego della verità, quando la verità sapientemente nobilita la sua intelligenza vestendosi d’innocenza, non senza calcolo ed astuzia. 

Di sé stessa sa bene cosa vuole che arrivi, veicolato dal suo fascino magnetico, allo spiumato pubblico sedotto da tanta fatal beltà… 

Il resto, ciò che rimane taciuto, è serrato al guinzaglio del controllo, che seppur di velluto, chi solo osa scorgerne il clandestino giogo, rischia di vederselo restituire ‘sul muso’ in una sibilante frustata, precisa e spietata, tagliente come una lama, con quella “collera triste e segreta” che in fronte all’ignaro si detona.

Ma, l’ignaro, se ne accorge solo a ferita inferta perché il suo sguardo magnetico annichilisce, come a Ulisse le Sirene.

Carla Bruni per il Calendario Lavazza 1995 – foto di Ellen von Unwerth allieva di Helmut Newton

Mentre invece la tua bugia, Divin Diavolo, par più innocua, vestendosi di arguta ed innocente ironia.

Entrambe strutturate per sedurre … e Carla ci riesce, sommamente ci riesce. Sa cosa dice e sa perché lo dice:

la sublimata intrinseca sua ragion d’Essere.

Gioca con gli occhi e lo sguardo conoscendo alla perfezione quale muscolo muovere e non muovere dello splendido viso, perché arrivi la sua verità e non la sua finzione. Anche lei vittima del tempo che trasforma, non lo vuol far sapere e soprattutto non vuole che si sappia quanto in vero non riesce fino in fondo ad accettare.

Chissà quanto bella sarebbe nella magnifica materia a lei data in dono, plasmata dalla sapienza del tempo…

Allora sì che l’affettata gestione dell’eloquio e il colto suo argomentare diverrebbero perle d’eleganza, invece che pillole di seduzione, ma non ci sarà dato di sapere, perché la “menzogna della ribalta”, delle star il respiro, è la dura verità.

Bellissima Carla, comunque, chapeau. Magnifica e abile a mantenere viva e credibile l’icona di sé stessa!

Apparentemente décontracté e trés chic, capelli sciolti quasi non acconciati, la scelta del pantalone da smoking con una semplice camicia bianca senza gioielli o quasi. Unico gioiello della mise en scene la sua bellezza. Un’interessante formula stilistica, per gli ignari addicted dello stile ‘low profile’, direi da manuale (non televisivo) … e perché tale … déjà-vu!

Le chaussures , senz’altro di magnifica fattura e firma, ad occhio e croce non italiana, non dialogano invece con la sua naturale eleganza. La punta della scarpa e del tacco a cono rovesciato (e un po’ basso per lei) si contrappongono eccessivamente alle morbidezze ‘ostentate’ dello stile décontracté da lei scelto, seppur ben rappresentino le affilate punte della sua magnifica fisionomia, divenendo il vezzo che svela l’arcano costrutto, mal coniugandosi con ciò che di lei vuol far sapere. Invece l’arcano a mio avviso doveva permettersi d’ostentarlo in tutta la sua verità, quale riconosciuta icona della moda che, sì…, ha scelto Nicolas Sarkozy, ma ancor prima che ‘consacrata’ a lui si è ‘consacrata’ ai maître à penser della storia della moda che l’avrebbero applaudita nella sua verità, anziché in quell’invece ostentato minimal chic!

Abile interprete della maschera scelta, a chi sa osservare comunque affiora che: parla come canta (amabilmente impostata), guarda come pensa (per sedurre), sorride come “deve” (maniacalmente attenta a cosa muovere o non muovere), dice cosa serve (squisitamente calcolando).

Divin Diavolo, il perfetto archetipo, nuovamente da manuale, della sua autentica … maschera.

D’altronde come biasimarla, chi ne andrebbe sprovvisto ad una simile intervista?

9, per l’abilità nel gestire le domande insidiose di Francesca Fagnani.

7, per la mise en scene stilistica.

6, per la presunta innocenza dello sguardo.

10 e Lode, per la sua anche odierna magnetica bellezza. Autentica o meno che sia!

Divin Diavolo. Nulla di te spontaneo a partire dalla tua spettacolare spontaneità.
Pensieri sparsi sulle scelte di comunicazione di Carla Bruni ospite di ‘Belve’.

Per quanto a suo dire “ la bellezza è una cosa così banale …”

Divin Diavolo nulla di te spontaneo a partire dalla tua spettacolare spontaneità.

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ALESSANDRA BELOTTI

Torinese di nascita, milanese di adozione. Una carriera da fotomodella e indossatrice, svolta per quindici anni presso le più prestigiose agenzie, nelle più importanti capitali della moda nazionale ed internazionale.
Gli anni accanto ai grandi Maestri della Moda, unitamente agli studi in Architettura al Politecnico, hanno condotto Alessandra Belotti a veicolare, in altrettanti quindici anni di attività, tutto il bagaglio acquisito in tale magico ambiente, nel potenziamento e cura della Consapevolezza Estetica e Comunicazione Stilistica della Persona, attraverso lo sviluppo di un segreto oggi da lei chiamato il Tu Esponenziale, il suo Metodo.

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