Tutte le divise olimpiche di Giorgio Armani

Le divise olimpiche di Giorgio Armani da Londra 2012 a Parigi 2024, tutte le stagioni firmate dal Maestro.

Il Team della Nazionale Italiana, sul podio di Parigi 2024, in questa stagione Olimpica e Paraolimpica si veste nuovamente tanto d’orgoglio quanto di stile.

Campeggia “maschile”, solido, sobrio e competitivo l’inconfondibile Blu Armani delle divise del Team Olimpico e Paralimpico italiano, un due pezzi pantalone chiuso alla caviglia + felpa nella più classica delle strutture sul tema ma con una pregiata scritta in patch di raso, elegante lunimescenza visibile anche al più lontano degli 8000 spettatori del Grand Palais della scherma:

inconfondibile “ITALIA”

…anzi per i modelli concepiti per la sfilata di presentazione della collezione, divenuti poi disponibili anche sul sito e-commerce Armani benché ad oggi integralmente sold out, ad una lettura più ravvicinata, si può scorgere:

“W ITALIA”

Ed è stato ed è subito per noi tutti, giorno dopo giorno, podio dopo podio, duplice orgoglio, di sport e di stile.

Magnifica cornice alle magnifiche medaglie

Paola EGONU per Emporio Armani

Sì, è ancora lui l’intramontabile Giorgio Armani con il brand Emporio Armani a rappresentarci ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, quest’anno fortunatamente liberatosi dalle idee concettualmente affascinanti di Tokyo 2021, dove il taglio vivo delle tute ed il cerchio tricolore, rappresentavano un tributo al Sol Levante, ma la cui resa, all’epoca definita dall’universo social “pizze tricolori”, favoriva percettivamente uno svasamento toracico, in grado di penalizzare persino le fisionomie statuarie per definizione del nostro “corpo” olimpico.

Il Bronzo a Tokyo 2020 delle Farfalle Azzurre

Quest’anno dunque Armani privilegia, lo stile, la sobria cattiveria e la grinta sportiva (ma con stilosa accogliente morbidezza quasi a coccolare con gratitudine quei corpi che la indosseranno), uno stile che possa essere chiaro, evidente, un emblema, un segno distintivo di marketing, in palestra, negli stadi, in piscina, in mondo visione, L’Italia sta salendo sul podio!

Vestibilità.

Rigore e Dignità

Il primo sodalizio di Armani ed il team Olimpico risale al 2012, quando lo stesso giorno della partenza della fiaccola da Olimpia,  presso la residenza privata di Armani, venne rivelata  la prestigiosa collaborazione e collezione che avrebbe visto l’emblema del Made in Italy per eccellenza al servizio degli atleti italiani per le Olimpiadi di Londra 2012.

Un kit di 50 pezzi (comprensivo di giacche, polo, scarpe, divise ecc..) consegnato agli atleti che già prevedevano il doppio colore bianco e blu notte, in uso fino agli 70, una tonalità scelta da Armani per trasmettere l’idea di eleganza e continuità con la tradizione, ove all’interno della giacca, dal lato del cuore, venne fatto stampare in oro corsivo l’Inno di Mameli.

Valentina Vezzali all presentazione della divisa olimpica firmata Giorgio Armani per le Olimpiadi di Londra 2012

Un dettaglio di raffinata eleganza come quando si indossa un lungo soprabito magari in cachemire dallo stile e colore sobri ma .. foderato in seta ton sur ton o con un colore più audace e di contrasto siglato di ricercatezza.

Sfilata di presentazione della divisa olimpica e paraolimpica Armani per le Olimpiadi di Rio 2016

Stesso concept giacca con cerniera, che si riproporrà anche a Rio 2016, ma in cui questa volta lo stilista si spinge a siglare senza inibizioni dinnanzi al modo la partnership Italia Team ed Emporio Armani all’insegna del Made in Italy con l’inserto bianco in primo piano del “7”, emblema appunto del logo EA7.

Sfilata di presentazione della divisa olimpica e paraolimpica Armani per le Olimpiadi di Rio 2016

Un cambio di rotta stilistico, pur mantenendo il leit motiv del Bianco e Blu arriva invece nel 2021 in cui lo stilista, oltre a concepire una versione total white senza cuciture e cerniera frontale, ridisegna il concept dei due emblemi nazionali per eccellenza, la bandiera e la scritta.

L’oro olimpico di Marcel Jacobs a Tokyo 2020

A Tokyo infatti, questi ultimi vengono plasmati dal designer quale tributo al Paese ospitante, la scritta ITALIA viene sviluppata in verticale anziché in orizzontale sulla schiena, su ispirazione dei caratteri “kanji” giapponesi e con il tricolore circolare all’altezza del plesso solare “circa” omaggio iconografico al Sol Levante.

L’oro olimpico di Marcel Jacobs a Tokyo 2020

Emblemi questi ultimi ripresi dal designer per l’ultima stagione olimpica parigina e rielaborati, seppur a deperimento dell’intrinseca simbologia nipponica, a mio parere con maggior impatto.

“Le pizze” deformanti la fisionomia degli atleti sul podio, vuoi per la scelta di posizionare l’emblema di fatto all’altezza del ventre, vuoi per i volumi troppo importanti rispetto alla gestione delle proporzioni generali della divisa, a Parigi invertono il fronte con il retro ove il tricolore in un tocco di stile partenopeo ed elegante al tempo stesso colloca i colori della bandiera quale rivestimento all’interno del cappuccio delle tute, (incorniciando così il collo e la testa degli atleti  quasi sbocciassero da un ambiente interno rivestito di sentimento d’orgoglio e nazionalità colorato della propria bandiera), verde, bianco e rosso, quale unico tocco di colore sulla tavolozza blu mare, solo richiamati dagli inserti dei polsini.

Simone Barlaam, atleta paraolimpico ambassador Armani, allo shooting di presentazione delle divise.

Infine come la ‘pizza’ l’Italia con orgoglio prorompe, e se il tricolore finisce sulla “schiena” la scritta ITALIA dal dorso viene ricamata sul petto con delle pregiate patch di argenteo raso lucido che, sul sobrio e riflessivo blu notte per dimensioni e bagliori di contrasto, vogliono dire con inconfondibile chiarezza di linguaggio e di marketing all’ultimo degli 8000 spettatori del Grand Palais ed agli spettatori in mondovisione, l’ITALIA, con grinta, consistenza ed eleganza è sul PODIO!

Le spadiste azzurre, ORO a squadre a Parigi 2024

Che dire…

Che Orgoglio, grazie Azzurri, grazie Armani!

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ALESSANDRA BELOTTI

Torinese di nascita, milanese di adozione. Una carriera da fotomodella e indossatrice, svolta per quindici anni presso le più prestigiose agenzie, nelle più importanti capitali della moda nazionale ed internazionale.
Gli anni accanto ai grandi Maestri della Moda, unitamente agli studi in Architettura al Politecnico, hanno condotto Alessandra Belotti a veicolare, in altrettanti quindici anni di attività, tutto il bagaglio acquisito in tale magico ambiente, nel potenziamento e cura della Consapevolezza Estetica e Comunicazione Stilistica della Persona, attraverso lo sviluppo di un segreto oggi da lei chiamato il Tu Esponenziale, il suo Metodo.

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